
Straripa l'occhio di malinconia colmo
che questo specchio non sa tacere
e volge in terra
i suoi racconti
come antiche pergamene
dai lati consumati
scrigni chiusi
vecchie
rugginose chiavi
ne colgono il segreto
stretto come un edera ad un ramo
duro come il marmo d'un pavimento gelido
in una notte d'inverno
vorrei camminare scalza
tra le calde dune del sogno
ma tormentoso è il mio volere
e nel dovere langue e giace



Nessun commento:
Posta un commento