
Lentamente spio la notte
che veste sempre del suo nero mantello
col viso sprofondato sui cuscini aspetto e...
e fuori già s'ode il merlo
che gracchiante chiama all'ordine il giorno
poi il passero gorgheggia
e da il via libera ai pennuti della zona
pare quest'albero esser colmo
di fischiettii e di canzoni dedicate al sole
che pigro nasconda la sua rosea chioma
che stia anch'esso sprofondato tra morbidi cuscini
che stia sognando
e che magari si stiracchi mollemente
tra una bianca nube in lontananza
che voglia scioperar e rilassarsi
a l'ombra di antico castello di sogni
che voglia dettar legge
e rafforzar la cupa notte
ma no...son io che corro troppo
e nell'attesa ascolto......
ascolto la natura che mi chiama
che un ode al primo tenue raggio implora
e tra un gorgheggio e un altro
lento lento arriva
nello schiarir del cielo
nell'assordante rumore del camion che ritira spazzatura
nella moto con la marmitta rumorosa
che porta via lontano un viaggiator di piccole ore
e filtran dalle imposte i primi chiarori
e si veste un nuovo giorno
dei colori che annullano la notte ormai passata
e fuori si fa vita
e il cuore mio esulta e batte forte
saluta anch'esso a modo suo
altre ore donate
nuove e sconosciute
buongiorno giorno



Nessun commento:
Posta un commento