domenica, aprile 22, 2007

E' un po' di tempo

E' un po' di tempo che scrivere è diventato un disastro
ho perso la passione...l'ispirazione...la fantasia
le mie mani sono mute o forse sono io che sono diventata sorda alla vita
fatto sta che queste mani non narrano più nulla
silenzio solo silenzio strappato ai petali dei fiori che già appassiscono guardando bianchi fogli
ne vorrei coltivare a mazzi ma cado sempre nell'apatia, nella malinconia che tutto scolora e poi....nel pensare di far poi, di rimandare a un domani che non è mai domani ne il giorno dopo ne quello che verrà...
sorrisi sbiaditi come panni dimenticati al sole
son vecchie foto ingiallite da rughe che non c'erano e che ora crescono di giorno in giorno
rivelando al mondo che il tempo che passa lascia solchi d'aratro non solo nel cuore ma ovunque
non v'è modo di sfuggirlo
e' un po' di tempo
che scrivere non da sollievo alcuno
non placa i sensi ne i pensieri
non fa placide l'acque del temere
ne da vigore a quelle dei desideri
è un po' di tempo che scrivere è una tomba
frasi scontate...
da troppo tempo dimenticate...
è un po di tempo
che il mio balcone langue
neppure fiori di plastica solo rami secchi e foglie smunte
chiudo le imposte
inutile guardare

voglia di mare


Oggi il sole era splendente

la classica giornata da mare

ma di mare.....neppure l'ombra

un pensiero va

.....all'azzurro, al sole che mi carezza le spalle

alla fresca brezza

e ad occhi chiusi son li

col pensiero....

purtroppo solo col pensiero

il caldo tanto amato sta arrivando

e le membra stanche chiedono riposo

si pensa già alle vacanze, alle ferie...

al mare...

credo che quando sono nata ci sia stato un errore

dovevo nascer pesce

avrei potuto sguazzare notte e giorno tra l'onde

unico pensiero sopravvivere...

waoooo sogno troppo

al solito

i sogni ........

non so se sia bene sognare

oppure no stare con i piedi piantati in terra...

non so...e sovente mi lascio andare

un sogno ricorrente

una bianca spiaggia

un mare cristallino

nullaltro

pace, sole e mare...

gia un sogno solo un sogno

poi regolarmente apro gli occhi

e sono qua.................

martedì, aprile 17, 2007

Vorrei spezzare un pochino quest'aria che sa di stantio parlare di frivolezze, della moda, del tempo, della canzone più in voga ma accidenti sono così stanca stasera che anche i colori più allegri sfumano nero....è vero la stanchezza influisce sui pensieri, magari un po' di riposo, notte permettendo, potrei domattina apprezzare un'altra alba rosseggiante e magari portare un po' di rosa in questa vita che si fa pesante giorno dopo giorno un po' di più...se questo mal di schiena passasse, se questo mal di testa passasse se questi pensieri passassero....forse mi sentirei un po' rosa anch'io ma ora sono grigia tendente al nero.
Dal televisore arrivano brandelli di frasi che passano e vanno e non lasciano nulla in me se non la confusione come se non fossi abbastanza confusa di mio ma non posso pretendere un po' di silenzio per chiarire i pensieri e non posso pretendere nulla so che chiedo sempre troppo...Vivere infondo è chiedere sempre qualcosa, tutti chiedono ...sempre....ed io non son migliore di nessun altro, come gli alri sogno e mi avvilisco quando mi accorgo che un sogno è solo un sogno...
e i giorni passano, e gli anni passanoed io mi ritrovo ancora qua a pigiar sui tasti di sogni e di pensieri ed oggi è come e forse peggio di ieri...ora chiudo anche con questo post un po' così Siria reclama il pc...anche lei chiede...come tutti ......

Luci diverse


Torno a guardare oltre la finestra

a spiar quel mondo che va avanti

mentre in me qualcosa è statico e pesante

torno ad osservar le luci della sera

che dai palazzi ad una ad una s'accendono

e poi si spengono

luci diverse come diverse son le storie di vita

diverse eppure uguali

si nasce ...e poi si muore...

e fuori c'è un albero che osserva

le luci che si accendono

e quelle che si spengono...

non sa che un giorno anche per lui

una luce si spengerà


Un impronta


Volevo lasciare al mondo un'impronta

che parlasse di me

dei miei pensieri

dei miei sogni

dei miei sussulti

ma dopo chili e chili di parole

scitti col nero inchiostro della tristezza

meglio lasciare il nulla

che sia la spuma bianca

leggera d'un'onda estiva

a cancellar pensieri

e palpiti

e l'emozioni tutte

che il mondo impari da solo a sognare

non ha bisogno di ciò che legge il mio cuore

e poi.....

cosa mai potrei donare

la mia penna è scarica

in me è rimasta solo la stanchezza

sogno di mare


Seduta su di un naufrago tronco d'albero

spiaggiato qui x caso o forse per me

guardo lontano dove l'orizonte si confonde

e il blu del mare si fa tuttuno con il cielo

leggero il vento che gioca con i miei capelli

e triste la risacca che i ciottoli fa frusciare

un lento continuo movimento

l'onda bimba

lambisce i vicini neri scogli

come carezze

tenere e gentili

adagio adagio senza parola alcuna


Gia tornano i gabbiani a terra

per affrontar la scura notte

e fresca è ormai la sabbia fina

che d'umido s'ammassa e si confonde

ed io mi sento sola...

granello disperso tra le sabbie del deserto


Ho sete o forse ho fame

o forse il nodo che sento nello stomaco

non è ne sete ne fame

solo amarezza

chiuso il cuore ai desideri

velato tra malinconia e tristezza

vorrebbe smettere a volte di suonare i tocchi

ma si va avanti

malgrado tutto si va avanti

come quell'onda che torna ....e torna .....e torna



sera


Giunge la sera con passi felpati

lentamente cala il buio

e i rumori del giorno paiono sfumare

come sfuma di primo mattino il sole carezzando le nubi ad una ad una

e lanciando coriandoli di rosa e d'argento

che filtrano fin nel profondo cuore delle nubi leggere

lentamente giunge la sera

stanco del giorno pian piano muore il sole

così come muoiono i pensieri

così come muoiono i desideri

lunedì, aprile 16, 2007

Si muore piano


Si muore piano adagio adagio
scrivendo metri di parole che non sanno narrar la storia
che non sanno svelar l'angoscia
d' un cuor che langue e prega
e fa d'ogni suo battito battaglia
d'ogni sospiro lacrime acerbe o troppo mature
che sgorgano silenti a tarda sera
e nel brusio del nulla son tumulto
è qui che si disperde l'estate genuina
l'onda leggera che l'anima fa in volo
sì,
si muore piano adagio adagio
sotto quintali di fogli bianchi e neri
imbrattati di parole che alla rinfusa
vorrebbero esternare la paura
ma langue l'onda che da lungi infine giunge a riva
dove la morte aspetta silenziosa
a braccia aperte attendo...
si muore piano adagio adagio
e nel morir s'appresta questa mano
che batte i tasti e aspetta
si muore piano
sì,
veramente troppo piano giunge
l'odiata morte
l'ambita pace

sabato, aprile 14, 2007

Sabato 14 aprile


Un altro giorno distratto sfrattato inutile
dove la voglia di fare e disfare sfugge
lasciando un attimo impresso
e il resto è nulla tinto d'opachi colori
che danno al nulla acerbe sfumature
e grida il cuor che non accoglie
e gridano le dita stanche senza parola alcuna
grida ogni cellula che vuol vivere
solo la gola stanca di gridare tace
e quel tacere è tale
che nelle orecchie stridio di freni e d'unghie rotte
e nella testa un vortice di frasi spente e di parole perdute
e nel mio cuore
un vuoto colmato solo da lacrime represse
che affogano l'un l'altra lentamente
e lentamente muore ogni veemenza
ed ogni segno ...
ed ogni sogno...
ed io.......

L'amore....cosa da giovani
i sogni....cose da giovani

Ponte milvio


A centinaia giacciono
ammassati gli uni agli altri
pegni d'amor sognato
appesi ad un lampione

il ponte dei lucchetti è già ribbattezzato
a notte l'esil luce di quei stanchi lampioni
risplende al guardo d'uomo
il rosso degli ottoni

tra l'acque un'altra chiave
arriva silenziosa
mentre pensier riposa
esulta il battito del cuore

sul fondo chiave a chiave
raccontano una storia
che non avrà mai fine
se mai avrà memoria

Glicine


Scivola l'alba tra i rumori del giorno
del sole acceso l'inganno appare
e lentamente il glicine sparpaglia a terra i suoi esili fiori
li guardo rannicchiati sul nero del selciato
ammiro il loro lento e inesorabile morire
un'attimo appena nei pensieri
e vado via
l'ora si attarda e di tornare è tempo
chiama il dovere
del rosso fuoco rimane
umile paesaggio
passato è l'attimo
scomparsa la magia
vado via