lunedì, aprile 03, 2006

il buon barbone

Eva è una ragazza a cui la vita ha dato poco, diciannove anni, poche
esperienze e tanto dolore, ha passato la sua vita di corsa tra la scuola, i
libri e la malattia dei genitori.
Da quasi un' anno Eva è sola, conosce poche persone, lavoro, casa e
televisione.
Eva si alza presto per andare al lavoro, quando la città dorme sta alla
fermata del bus, poi ad un'altra ed ad un'altra ancora.
Eva sogna, sogna molto, sogna di comprare una macchina e di poter
dormire più a lungo, sogna di incontrare qualcuno che la guardi e che le
sorrida, sogna il palpitio del cuore, sogna di trovare un' amore.
A causa di alcuni lavori l'ultima fermata del bus è stata deviata così
Eva deve fare un tratto di strada a piedi, non le piace camminare, specie
di prima mattina, un'immagine colpisce il suo sguardo......
dall'altra parte della strada, nel bel mezzo di un' aiuola c'è un barbone
chinato, forse s'è addormentato, vorrebbe dargli qualcosa, la mattina è
fredda ed umida, mette le mani in tasca e ricorda di non aver soldi
e riprende veloce a camminare.
Il mattino seguente Eva è in ritardo, non ha sentito la sveglia, piove,
e lei corre inzuppata sotto all'ombrello che ha visto giorni migliori,
di nuovo quel barbone.....seduto nell'aiuola, sembra non essersi mosso
poverino....Oggi ho qualche soldo potrei.....accidenti quanto è tardi
devo andare...e veloce va a lavorare.
Il resto della giornata passa tra una pratica e l'altra poi a casa pensa al
barbone, solo in strada tra la gente che passa, un po' come lei ma meno
fortunato... domani ci vado e prepara due panini, uno per lei ed uno
per il barbone, si assicura di avere dei soldi e mette la sveglia un po'
prima.
Ti..ti..ti..ti......ti..ti..ti..ti.... è arrivata mattina!
Eva si alza, si lava, si veste e corre veloce alla fermata, dall'angolo
della strada guarda il barbone nell'aiuola e pensa:
Oggi ho il panino dei soldi vado lì........il barbone pare aspettare,
sempre nella stessa posizione.
Eva s'avvicina correndo, poi...rallenta, si ferma, il suo sorriso
svanisce.....
Quello che credeva fosse un' uomo è soltanto una statua grigia e scura
ed Eva si sente sempre più sola, guarda i due panini, sente gli spiccioli
tintinnarle nella tasca e pensa:
Avrei potuto dormire un po' di più, avrei potuto prendermela comoda,
avrei potuto......guarda la statua fa un' inchino e ringrazia....quella
statua non sa’, non saprà mai il bene che mi ha fatto, mi ha donato
un' attimo di importanza, un leggero palpitio del suo cuore.
Eva torna sui suoi passi e serena se ne va a lavorare;
Sono passati alcuni mesi dalla scoperta della statua del barbone,
è ormai caldo ed Eva, tutte le mattine scende prima dal bus, fa un po'
di strada a piedi, si siede accanto all'aiuola e mangia con gusto il suo
panino, a volte qualche passero le si avvicina e lei gli tira mollichine di
pane che i passeri paiono gradire non si sente più sola, col suo amico
barbone, condivide con lui i suoi pensieri e cinque minuti del suo
tempo.
Stamattina seduto dove in genere lei siede c'è un ragazzo ed Eva si
sente derubata, siede un po' più in la e a stento spizzica il suo panino,
il ragazzo si alza e le si avvicina.................
Ho parlato col barbone.. dice ...
ha detto che mi cercavi, che hai qualcosa x me, un po' del tuo
panino, ciao sono l'amore e nel dirlo le dona un fiore..........................

Nessun commento: