martedì, aprile 25, 2006

Solo per te


E' molto tempo ormai
che queste mani gelide
non corrono sui tasti del pensiero
è molto tempo ormai
che questa bocca silente
non s'allieta di un accenno di sorriso
è tanto troppo tempo
che non dico grazie
forse dovrei....

Giorni piovosi
girasoli a mazzi
l'ape ringrazi

domenica, aprile 16, 2006

Alba d'inverno


Guardo il cielo in un giorno di pioggia
uno squarcio tra il grigio compatto
come dono per cuori sognanti
un miraggio di tanti colori
prima il rosa poi il lilla e l'azzurro
dai pastelli rubati a una tela
com'è dolce quest'alba gelata
com'è calda x l'anima mia
e se il vento ghiacciato il mio viso tormenta
quest'immagine lieta
addolcisce il mio cuore

sabato, aprile 15, 2006

Il segreto più grande

Avevo circa quarant’ anni e la mia vita procedeva pacatamente come quella di tanta gente comune, una moglie, due figli, un modesto lavoro, una casa abbastanza accogliente e un piccolo criceto che gironzolava libero per casa.Tutto procedeva con una normalità assoluta come un clischè appena stampato, tra gli alti e bassi economici, i piccoli problemi familiari da risolvere e lo scorrere implacabile del tempo, non avrei mai immaginato quello che il destino ci riservava.
Tornando a casa trovai il piccolo Luca in lacrime, mentre stava giocando con Ettore il cricetoaveva urtato la cornice con la fotografia della sorella facendo andare in frantumi il vetro e di questo piccolo disastro chi ne aveva avuta la peggio era il caro Ettore, aveva una brutta ferita sulla zampina, mia moglie Lucia l’aveva disinfettata alla meglio ma per far tranquillizzare Luca decisi di portare il criceto dal veterinario.Erano quasi venti minuti che aspettavamo in quella stanzetta maleodorante e se non fosse stato per gli occhi ancora rossi e gonfi di mio figlio me ne sarei andato subito senza indugiare un istante di più, finalmente si affacciò un uomo col camice macchiato di sangue dall’aspetto poco rassicurante, ci fece entrare ed osservando la bestiola fece un gran sorriso, controllò per bene la zampina, la pulì e rassicurò Luca sulla sorte dell’animaletto, vedrai piccolo che tra un paio di settimane il tuo Ettore tornerà come nuovo!Luca ormai tranquillo prese tra le mani il criceto e uscì dalla stanza mentre io pagavo per la visita.Il veterinario mi fece osservare che l’attaccamento del bambino x il criceto era un po’ esagerato e che dovevamo cercare di farlo distaccare un pochino si sa disse questo tipo di animali hanno una vita molto breve uno due anni al massimo al che mi feci una sonora risata, uno due anni ? ma se avevamo quel criceto da prima che nascesse Luca, ricordo perfettamente che l’avevamo acquistato per Sonia la primogenita quando ancora Luca non era stato concepito, quindi erano almeno otto anni che viveva con noi, i primi mesi in una gabbietta, poi dopo l’insistenza di Sonia lo avevamo lasciato libero di gironzolare per casa, aveva perfino imparato a fare i suoi bisogni nella lettiera come un gatto.Il veterinario mi disse che sicuramente di tanto in tanto mia moglie sostituiva il criceto con uno nuovo questo qui non aveva più di sei mesi di vita.
Tornando a casa un pensiero insistente mi martellava la testa, possibile che Lucia mi nascondesse una cosa così stupida, tra noi non c’erano mai stati segreti!! Decisi di aspettare, avrei parlato di questo con lei più tardi.Il resto del pomeriggio trascorse tranquillamente, poi a sera decisi di affrontare l’argomento con Lucia, le raccontai ciò che mi aveva detto il veterinario e lei mi guardò esterrefatta , ricordo come fosse ora il suo sguardo mentre mi diceva: “Ma davvero hai pensato che avrei potuto sostituire Ettore con un altro animale?” Probabilmente quel veterinario non ci capiva un bel niente di criceti! Dopo due soli giorni della ferita di Ettore rimaneva soltanto un’esile cicatrice, era tornato vispo e allegro come prima, saltava e giocava con Luca che era una gioia x gli occhi guardarli.A fine settimana vedevo la mia Lucia stranamente pensierosa, sapevo che voleva dirmi qualcosa, aspettava probabilmente il momento adatto per farlo, dopo quasi venti anni di matrimonio riuscivo a leggerle dentro come fosse per me un libro aperto con scritte a caratteri cubitali, e puntualmente a sera, iniziò a parlarmi del criceto, aveva cercato informazioni in internet sulla vita di questi animali e tutti i siti da lei visitati dicevano la sessa cosa : I criceti vivono al massimo due anni, iniziammo a fantasticare sulla longevità di Ettore, forse aveva dei geni particolari e magari avrebbe potuto essere qualcosa di importante per la scienza ma se avessimo detto quello che pensavamo la sorte del piccolo sarebbe stata segnata Lucia già lo vedeva in un laboratorio da esperimenti vivisezionato e studiato al microscopio e vedeva gli occhi gonfi di Luca senza il suo amico.Decidemmo di tenere per noi la storia di Ettore e magari di controllare il suo comportamento.
Passarono i giorni, forse anche dei mesi e la storia della longevità era andata un po’ nel dimenticatoio finché un giorno il comportamento di Ettore si fece stranissimo, Lucia mi chiamò in ufficio pregandomi di tornare a casa al più presto, senza darmi altre spiegazioni, entrando in casa trovai mia moglie seduta sul divano che guardava Ettore saltellare contro la libreria come un pazzo, mi disse che aveva cercato di calmarlo in ogni modo, ma non c’erano carezze ne mangime che lo facessero calmare, neppure con le arachidi di cui andava ghiotto, continuava a saltare e squittire disperatamente cercando di arrampicarsi sulla libreria.Alle 16,30 andai a prendere Luca a scuola e cercai di prepararlo dicendogli che Ettore non stava molto bene, a dire il vero pensavo fosse impazzito.Appena entrati in casa Luca capì subito cosa aveva il suo amico, si avvicinò alla libreria, prese una piantina grassa che c’era sopra e la porse al criceto, Ettore per tutta risposta diede una rosicchiatinaalla pianta e tornò subito l’animaletto di sempre gioioso e divertente, Luca ci disse che di tanto in tanto Ettore si mangiava un po’ di quella pianta che era sempre stata in un angolo del salotto e che solo qualche giorno prima Lucia aveva spostato sulla libreria.Questa cosa ci fece pensare molto, forse era la pianta il segreto di Ettore, a sera parlammo molto io e Lucia di Ettore, della pianta e delle più svariate e fantasiose ipotesi possibili e non, decidemmo di indagare su quel tipo di pianta abbastanza comune, compito che spettava a Lucia che aveva molto più tempo a disposizione e che sapeva usare internet abbastanza bene.Scoprimmo il nome della pianta……(XXXXXXXX)………… una pianta grassa molto comune, di facile riproduzione che si trovava lungo tutto il mediterraneo, e null’altro, non c’erano studi particolari su di essa, andammo persino all’orto botanico a cercare informazioni ma sembra che nessuno si sia mai preoccupato di saperne nulla di più.Non sapendo dove cercare decidemmo di controllare Ettore e scoprimmo che ogni cinque o sei giorni al massimo dava qualche morso, una quantità talmente esigua da non interferire sulla crescita spropositata della pianta infatti Lucia mi disse che almeno due volte l’anno toglieva le parti più vecchie e le buttava per non affollare troppo il vaso.Le nostre ricerche erano ad un punto morto, a dire il vero non sapevamo più che pesci prendere, non sapevamo davvero cosa fare.
Il nostro interesse fu distratto dalla malattia di Sonia, prese una bruttissima influenza che si tramutò ben presto in polmonite, fu ricoverata per diversi giorni e poi tornò a casa debilitata in un modo impressionante, aveva perso almeno sette chili, era pallida come un lenzuolo, anemica e al minimodelle forze, eravamo così preoccupati che decidemmo di mettere nel pranzo di Sonia una foglia di quella pianta, solo una foglia, di certo non le avrebbe fatto male e magari…….magari si sarebbe risolto tutto, a volte la disperazione ci induce a fare cose assurde e in quel momento non sapevamo cos’altro fare ci parve una possibilità, la cogliemmo. Nel termine di pochi giorni vedemmo nostra figlia rinascere, il suo fisico riprese alla perfezione, il suo colorito era splendido e noi… ci ritrovammo a sera a discutere su ciò che avevamo fatto, era giusto o no averla data a nostra figlia? Il criceto sembrava dipendente da essa e se fosse accaduto qualcosa a Sonia cosa avremmo fatto? Una serie interminabile di quesiti affollava la nostra mente e le nostre parole, avremmo voluto consultarci con qualcuno ma sapevamo di non poterlo fare, cosa avrebbe comportato una scoperta del genere all’umanità……mmm pensammo nulla di buono…il mondo è così immaturo avremmo potuto essere come Einstein e creare un qualcosa di mostruoso,no! dovevamo tacere e forse cercare di dimenticare il tutto.
Due mesi dopo Lucia mi chiese di farle un regalo per il suo quarantesimo compleanno, voleva poter sperimentare su se stessa la pianta, infondo mi disse c’è tanta gente che va dal chirurgoestetico per cancellare via le rughe, io potrei essere migliore solo con qualche fogliolina, discutemmo tantissimo, non volevo era una cosa troppo pericolosa ma dir no alla mia Lucia non è mai stato cosa facile, infine arrivammo ad un compromesso: Solo per un mese e non più di due foglie a settimana.Inutile dire la mia preoccupazione, il mese passò e Lucia era raggiante, splendida come non mai, vivace, allegra, e in piena forma, l’effetto della pianta era prodigioso sembrava fosse tornata indietro di almeno 10 anni, tutte le persone che incontrava notarono il cambiamento e chiedevano cosa facesse per essere così giovane e bella, i suoi seni erano tornati sodi come quando l’avevo conosciuta il suo corpo era …un fiore….La cosa continuava a preoccuparmi, trascorso il mese avevo paura che lei volesse ancora assumere qualche fogliolina ma mi stupii quando mi disse che era stato un’ errore che non avrei dovuto permetterlo, che ora sapendo i risultati avrebbe sempre avuto la tentazione di rifarlo.Quel giorno mi fece promettere che qualsiasi cosa fosse successa non avremmo mai più usato la pianta….e sottolineò qualsiasi cosa fosse successo……
Sono passati diversi anni e spesso, molto spesso abbiamo avuto la tentazione di usare un po’ del nostro miracolo, ma abbiamo sempre mantenuto la nostra promessa , anche quando ventidue anni dopo scoprimmo che Lucia era affetta da leucemia non ci fu verso di convincerla a tornare sulle nostre decisioni, mi disse semplicemente:” la natura deve seguire il suo corso, se lo facessimo ora lo rifaremmo ancora e ancora”…….sei mesi dopo Lucia si spense tra le mie braccia……..Da allora la vita per me è stata solo seguire i miei figli crescere ed allontanarsi, crearsi una famiglia loro ed avere a loro volta dei figli che stanno crescendo….Sto’ seguendo un programma televisivo che parla dei grandi progressi della scienza e ridacchio sotto i miei incolti baffi……”Se solo sapessero” ma non sono pronti e sicuramente non lo sapranno mai, dall’alto dei miei 83 anni ho capito tante cose sugli esseri umani , una è che riescono a fare di qualsiasi cosa un’ affare, una lotta, una guerra, non è il caso di consegnare un’arma così potente al mondo e per esserne sicuro ho detto a mio figlio che quando Dio mi vorrà con se vorrei sulla mia tomba questa piantina che Lucia custodiva con cura quindi alla mia morte caro Ettore non avrai più il tuo elisir di lunga vita. So che non puoi capirmi anche se col passare degli anni sei come e più di un familiare per me ma dovrà essere così per tutto c’è una fine.“Si è fatto tardi caro Ettore andiamocene a dormire”………………….

venerdì, aprile 14, 2006

bella giornata

So uscita presto stamattina
e l'aria fori era bella e cristallina
sartato fori è er sole
e da n'palazzo griggio m'ha fatto cuccu
e lì è arrivato er primo sorriso
poi... vicino ar muretto de casa mia
se so presi a raduno sei o sette uccelletti
e cip to cip spizzicavano er serciato
secondo sorriso m'han fregato
ho visto mì nipote,
la piccina
che allegra sgambettava n'carozzina
lì me so sciorta tutta
parevo n'coccodrillo a panza piena
pe la felicità che m'abbracciava
lo so sta vita a vorte ce dispera
ma qualche vorta no
de gioia ce fa piena

Pasqua



Ricordo come fosse ora
quei giorni di tanti anni or sono
si preparava tutto con minuzzia
la casa che splendeva ai primi soli
gli aromi di cucina
gli amici, i parenti i genitori,
la sera si dipingono le uova
con i pastelli dai colori accesi
piccole case su paesaggi in miniatura
deposte nella paglia del cestino
ricordo della gioia di noi bimbi
nello sfilar dei nastri delle uova
ed oggi so che Pasqua non è questo
non è soltanto il giorno delle uova
ma nuova vita che rinasce ancora

giovedì, aprile 13, 2006

IL SOGNO

Avvolto da mille lucciole evanescenti va il mio pensiero
e il bello è chè... non so che stò pensando
galleggio tra le nebbie del mistero
e quel volare tra pensieri e immagini soffuse
rende l'animo mio....
leggero e folle al tempo stesso
posso con le fredde mani
accarezzare il vento e il sole senza timori alcuni
posso gioire come un bimbo
senza vergogna del mio tempo
senza paura dell'altrui sguardo
senza remore alcuna
e poi... al risveglio
la sensazione di sconfitta
nel saper che non è vero
o quella di sollievo
se il sogno non è sogno ma paura
comunque torna il sogno solo un sogno
la vita è ..... purtroppo un'altra cosa
la rosa è rosa ma aimè sfiorisce
nel sogno invece se la voglio nera
io la dipingo e poi la faccio viva
e mai nessuno potrà farla a pezzi
o disseminar le strade coi suoi petali odorosi
se non io....con il mio volerlo in sogno
che padrona delle notti mie
dipingo tutto coi colori che ho nel cuore
per cui nel sogno regnano le viole
i tulipani rossi e le betulle
e nebbie che si fanno arcobaleno
e tanta e tanta gioia nel colore
peccato ...
è solo un sogno
io apro gli occhi
.....lui scappa via

lunedì, aprile 10, 2006

Vecchio pino


Vecchio pino

vecchio pino che t'affacci al mio balcone
e dai tuoi stanchi rami vedi la gente cambiare
ti ricordo già grande quand'ero solo bambina
con le tue fronde verdi e le tue pigne piene
col tuo lento ondeggiare sotto le sferzate del vento
impassibile al freddo inverno
rigoglioso al venir della primavera
e fresco e confortante
nelle calde giornate d'afa estiva
Vecchio pino coi rami penzolanti
che spazzano le tegole di questo vecchio palazzo
come fa una mamma ai capelli della sua bimba
Vecchio pino, quante storie
quante vite potresti raccontare
generazioni di passeri impertinenti
che hai lasciato svolazzare tra i tuoi rami
ai piccoli pennuti hai donato rifugio e poi...
quanti visi pensosi hai osservato negli anni
affacciati alle finestre
seduti sui balconi
incantati nel guardarti
grande....forte....e vigoroso
e a volte solo......
quasi perduto tra il grigiore dei palazzi
sì....forse ti senti solo come succede a me
tra tanta e tanta gente
che non vede, che non guarda
ed ora voglio farti compagnia
parlando di te...
immaginando il tuo vissuto...
scrivendoti su un foglio bianco
parlandoti come si fa con un amico
M'hai visto ridere
m'hai visto crescere
ed ora son io che ti guardo e ti sorrido
amico silenzioso
che consolavi le mie lacrime nei tristi giorni
col tuo fare muto
Vecchio pino
che abbracci i miei pensieri
e col pensiero ora son'io che abbraccio te amico silenzioso...
e grande...e forte....e vigoroso

IL SOGNO

Avvolto da mille lucciole evanescenti va il mio pensiero
e il bello è chè... non so che stò pensando
galleggio tra le nebbie del mistero
e quel volare tra pensieri e immagini soffuse
rende l'animo mio....
leggero e folle al tempo stesso
posso con le fredde mani
accarezzare il vento e il sole senza timori alcuni
posso gioire come un bimbo
senza vergogna del mio tempo
senza paura dell'altrui sguardo
senza remore alcuna
e poi... al risveglio
la sensazione di sconfitta
nel saper che non è vero
o quella di sollievo
se il sogno non è sogno ma paura
comunque torna il sogno solo un sogno
la vita è ..... purtroppo un'altra cosa
la rosa è rosa ma aimè sfiorisce
nel sogno invece se la voglio nera
io la dipingo e poi la faccio viva
e mai nessuno potrà farla a pezzi
o disseminar le strade coi suoi petali odorosi
se non io....con il mio volerlo in sogno
che padrona delle notti mie
dipingo tutto coi colori che ho nel cuore
per cui nel sogno regnano le viole
i tulipani rossi e le betulle
e nebbie che si fanno arcobaleno
e tanta e tanta gioia nel colore
peccato ...
è solo un sogno
io apro gli occhi
.....lui scappa via

domenica, aprile 09, 2006


L’anima mia piangeva in silenzio
Di quel silenzio che toglie le lacrime agli occhi
E le nasconde nel profondo del cuore
Lo stomaco teso
Rigido come tronco d’albero
Le membra dolenti dal cupo pensiero
Perderò un altro pezzo della mia vita
Come un puzzle che il vento spazza via
Rimarrò di nuovo nuda al cospetto del gelido inverno
che torna ancora prepotente nei miei giorni
Forse…..
Ho incontrato lo sguardo di una bimba
E il suo sorriso alleviava le mie pene
Ho tenuto le sue piccole mani
E ne ho fatto un’idea
Un pensiero…..
Un amore arriva e l’altro si allontana
Come se il cuore non potesse sopportarne tanto
Ho paura…
E la nascondo per dar forza a chi ha paura come me
E la rinchiudo nel profondo
Donando al mondo sguardi sereni
Certezze che non ho
Vorrei una colla prepotente
Di quelle incorrosibili
Per tenere uniti tutti quei frammenti
E non lasciarli andar via
Mai…….

un'altra storia



Finito è lo spettacolo
in uno scroscio d'applausi
lentamente si svuota la sala
scemano le luci
e resta solo un'enorme vuoto fatto
di poltrone vuote, di drappi scuri
e di nudi muri
pochi commenti nella strada
qualcuno ride
qualcuno pensa già al domani
e il carrozzone dei sogni vola via
un'altra sera
un'altra storia
e racconta racconta ho perso la realtà
nello svelar dei sogni agli occhi del mondo
ho chiuso i miei in quel palco
li vedo quando non c'è più nessuno
a testa china givovagar per le poltrone vuote
come fantasmi stanchi
com'esuli guerrieri senza lancia
li guardo e vedo in loro la mia vita
passati sono i giorni delle storie
ma il palcoscenico è la che chiama
ancora e ancora
e di nuovo si fa sera....


A volte basta una parola

A volte basta una parola
per incantare il cuore e per far gioir le membra
per far di un giorno grigio
uno multicolore
se l'animo è sereno
il giorno ha mille facce
guardi la vita scorrere
con occhi vigili e attenti
vedi tutte
ma proprio tutte
le belle sfumature
e se da lungi arriva un sorriso
lo cogli al volo
e lo fai tuo
A volte basta una parola
per farti ridere allegramente
a volte basta appena una parola
ad aprire il cuore della gente
.....pronunciala.....

primavera

La primavera è
tra tutte le stagioni
quella con più colori
in ogni angolo di strada
nascono dei fiori
sugli alberi dei viali
tra le crepe dei muri
anche sui marciapiedi
di solito grigi e scuri
ciuffetti di tenera erba
allietano gli occhi dei camminatori
la primavera è vita
vita che già rinasce
è un'esile margherita
che s'affaccia e ti saluta
è aria fresca che ti sparpaglia i capelli
è il sole che ti asciuga
é gettar via i cappotti
e svegliarti con la luce negli occhi
La primavera aspetta
sorniona sotto ai tetti
l'arrivo di tante rondini
che liete volano a ruota
la primavera è gioia
di bambini che giocano e schiamazzano
nei cortili delle scuole
nei viali dei parchi coi genitori
La primavera è tirar calci a un pallone
é guardare il mondo con gli occhi incantati
la primavera è fuori
ed è un po' anche nei nostri cuori

martedì, aprile 04, 2006

Haiku


Qualche giorno fa sono andata in barca, e remata dopo remata sono naufragata in un sito
Che parlava degli haiku, pur amando molto tutto ciò che si avvicina alla poesia, tutto ciò che rivela il pensiero, le emozioni, non conoscevo affatto questo termine ne il suo significato.
L’ haiku per quanto ho capito è una forma poetica originaria del Giappone, di soli tre versi composti rispettivamente da 5, 7 e 5 sillabe, il che è già assi difficile da assemblare e come se non bastasse
C’è una ferrea regola che li contraddistingue, debbono assolutamente contenere una parola che riconduca ad una stagione o ad un momento della giornata.
Per me che sono graficamente prolissa è quasi un’impresa, comunque ci voglio provare, mi alletta l’idea di rinchiudere dei pensieri in poche umili parole, e lasciare il più all’immaginazione del lettore.
Questo è quello che sono riuscita a tirar fuori da questa testolina stanca:


Solo la notte
Dai grilli è cantata
Calda giornata

Neve riveste
vallate e foreste..
…dormo sorniona

Labbra carnose
Succose e mature
Come le pere

Geme la noia
Tra i campi di grano
Canta cicala

lunedì, aprile 03, 2006


Lascio che i giorni
Volino via
Come semi di grano
Strappati dal vento ad una spiga
E come la spiga resto li a guardare
un poco di me che non potrà più tornare

il buon barbone

Eva è una ragazza a cui la vita ha dato poco, diciannove anni, poche
esperienze e tanto dolore, ha passato la sua vita di corsa tra la scuola, i
libri e la malattia dei genitori.
Da quasi un' anno Eva è sola, conosce poche persone, lavoro, casa e
televisione.
Eva si alza presto per andare al lavoro, quando la città dorme sta alla
fermata del bus, poi ad un'altra ed ad un'altra ancora.
Eva sogna, sogna molto, sogna di comprare una macchina e di poter
dormire più a lungo, sogna di incontrare qualcuno che la guardi e che le
sorrida, sogna il palpitio del cuore, sogna di trovare un' amore.
A causa di alcuni lavori l'ultima fermata del bus è stata deviata così
Eva deve fare un tratto di strada a piedi, non le piace camminare, specie
di prima mattina, un'immagine colpisce il suo sguardo......
dall'altra parte della strada, nel bel mezzo di un' aiuola c'è un barbone
chinato, forse s'è addormentato, vorrebbe dargli qualcosa, la mattina è
fredda ed umida, mette le mani in tasca e ricorda di non aver soldi
e riprende veloce a camminare.
Il mattino seguente Eva è in ritardo, non ha sentito la sveglia, piove,
e lei corre inzuppata sotto all'ombrello che ha visto giorni migliori,
di nuovo quel barbone.....seduto nell'aiuola, sembra non essersi mosso
poverino....Oggi ho qualche soldo potrei.....accidenti quanto è tardi
devo andare...e veloce va a lavorare.
Il resto della giornata passa tra una pratica e l'altra poi a casa pensa al
barbone, solo in strada tra la gente che passa, un po' come lei ma meno
fortunato... domani ci vado e prepara due panini, uno per lei ed uno
per il barbone, si assicura di avere dei soldi e mette la sveglia un po'
prima.
Ti..ti..ti..ti......ti..ti..ti..ti.... è arrivata mattina!
Eva si alza, si lava, si veste e corre veloce alla fermata, dall'angolo
della strada guarda il barbone nell'aiuola e pensa:
Oggi ho il panino dei soldi vado lì........il barbone pare aspettare,
sempre nella stessa posizione.
Eva s'avvicina correndo, poi...rallenta, si ferma, il suo sorriso
svanisce.....
Quello che credeva fosse un' uomo è soltanto una statua grigia e scura
ed Eva si sente sempre più sola, guarda i due panini, sente gli spiccioli
tintinnarle nella tasca e pensa:
Avrei potuto dormire un po' di più, avrei potuto prendermela comoda,
avrei potuto......guarda la statua fa un' inchino e ringrazia....quella
statua non sa’, non saprà mai il bene che mi ha fatto, mi ha donato
un' attimo di importanza, un leggero palpitio del suo cuore.
Eva torna sui suoi passi e serena se ne va a lavorare;
Sono passati alcuni mesi dalla scoperta della statua del barbone,
è ormai caldo ed Eva, tutte le mattine scende prima dal bus, fa un po'
di strada a piedi, si siede accanto all'aiuola e mangia con gusto il suo
panino, a volte qualche passero le si avvicina e lei gli tira mollichine di
pane che i passeri paiono gradire non si sente più sola, col suo amico
barbone, condivide con lui i suoi pensieri e cinque minuti del suo
tempo.
Stamattina seduto dove in genere lei siede c'è un ragazzo ed Eva si
sente derubata, siede un po' più in la e a stento spizzica il suo panino,
il ragazzo si alza e le si avvicina.................
Ho parlato col barbone.. dice ...
ha detto che mi cercavi, che hai qualcosa x me, un po' del tuo
panino, ciao sono l'amore e nel dirlo le dona un fiore..........................

ho sognato acque limpide e cristalline

Ho sognato acque limpide e cristalline
Aprirsi ai miei occhi come crisalidi
E il soffio del vento che mi portava via
Mille colori avvolgevano il mio esser viva
E verdi prati sulla mia testa
Come banchi di nuvole ansiose
Musiche dolci e vecchi canti
Ed io muta osservavo
Spettatrice assente di quel mondo che non era mio
Di quel sogno che non era mio
Eppure……….
Eppure il mio cuore esulta e sobbalza ancora
Al tocco delle tue labbra sulle mie
Ma non sento la musica al risveglio
Questo mondo m’ha avvizzito
Con le sue ire immonde
Con il suo lento progredire al contrario
O forse son’io che statica volgo al finir dei giorni
Come un’auto che arranca in salita
Coi suoi sbuffi di fumo nero
E non c’è meccanico abbastanza bravo
E non c’è strumento che possa guarirmi
E non c’è sole ne estate calda ne mare ne monti abbastanza alti e belli
O forse non c’è un sogno abbastanza giusto d’apparir vero ai miei occhi stanchi
O forse è finito il tempo d’inseguir sogni
E arrendersi alla grigia realtà del giorno è l’unico sogno possibile ormai

come cambia il mondo

E correvo nel cortile
Con ai piedi ciabattine rosa
E giravo con gli occhi al cielo
E le mani rivolte all’aria
Per guardare uno spicchio d’azzurro
Imprigionato dai grigi palazzi
In un vortice di tanti bambini
Che gridavano e giravano e…
Ridevano…..
Ora dalla mia finestra
Vedo solo un cortile vuoto
I bambini davanti alla tv
Quello stralcio di cielo
Nessuno guarda più
Gli occhi spenti dei nostri figli
Non sorridono davanti a nulla
E dire che a me bastava
L’aria sul viso
E il sole sulle mani…
Come cambia il mondo
Vorrei non cambiasse mai
Vorrei non cambiare mai
Vorrei
Vorrei…..

nostalgia

Resto immobile
con lo sguardo verso il vento
il sole oggi non s'è visto
ha lasciato il posto ad un enorme nuvolone grigio perla
una perla un po' smorta a dire il vero
Cupa com'è cupo il suo lento morire lontano dal mare

Volano i gabbiani e portano sulle bianche ali un po' della mia nostalgia
giorni andati....sorpassati...vissuti
e poi ...perduti
Chiudo lo scrigno dei ricordi e lo getto nel profondo mare
e se un dì uno scaltro pescatore troverà il mio tesoro
spero lo liberi al sole
e ne disperda l'aroma al vento
spero lo lasci andare via
come foglie che galleggiano sullo specchio del mare

Fa che la nostalgia diventi fiore che sboccia
sole che nasce
vento che leggero soffia
oppure che d'essa resti un'accenno di sorriso
... magari il mio
....oppure il tuo

Corrono

Corrono silenziosi gli attimi...
e nel loro estremo silenzio diventano assordanti
stridono come fatue note disseminate a caso
sparse a terra da un musicista pazzo
Ferma nel muto silenzio della stanza
aspetto il tuo respiro calmo e pieno
che rassicura il cuore ormai sereno
dopo gli istanti folli dell'amore
Corrono silenziosi gli attimi...
e corre il mio pensiero ormai sereno
L’ombra
Amo guardare la mia ombra
Come solerte cammina x le vie
Basta un poco di sole e lei va
Tranquilla e vispa e gaia
Amo pensare che oltre il grigio che riflette
Ci sia qualcosa di diverso di migliore
Ci sia l’immagine che corre verso il sole
Una persona chiara linda senza macchie
Se non quelle che lei passando lascia addietro
Amo giocare con quell’ombra
La faccio volteggiare se son sola
Le dò un’inchino e poi rispondo
Con un alzare della mano o uno sberleffo
Poi chino il viso
E lei rimpicciolisce
Legata a me nel corpo e nel pensiero
Diventa solo un’ombra
Grigia e scura
Ne gioia ne dolore ne paura