Avevo circa quarant’ anni e la mia vita procedeva pacatamente come quella di tanta gente comune, una moglie, due figli, un modesto lavoro, una casa abbastanza accogliente e un piccolo criceto che gironzolava libero per casa.Tutto procedeva con una normalità assoluta come un clischè appena stampato, tra gli alti e bassi economici, i piccoli problemi familiari da risolvere e lo scorrere implacabile del tempo, non avrei mai immaginato quello che il destino ci riservava.
Tornando a casa trovai il piccolo Luca in lacrime, mentre stava giocando con Ettore il cricetoaveva urtato la cornice con la fotografia della sorella facendo andare in frantumi il vetro e di questo piccolo disastro chi ne aveva avuta la peggio era il caro Ettore, aveva una brutta ferita sulla zampina, mia moglie Lucia l’aveva disinfettata alla meglio ma per far tranquillizzare Luca decisi di portare il criceto dal veterinario.Erano quasi venti minuti che aspettavamo in quella stanzetta maleodorante e se non fosse stato per gli occhi ancora rossi e gonfi di mio figlio me ne sarei andato subito senza indugiare un istante di più, finalmente si affacciò un uomo col camice macchiato di sangue dall’aspetto poco rassicurante, ci fece entrare ed osservando la bestiola fece un gran sorriso, controllò per bene la zampina, la pulì e rassicurò Luca sulla sorte dell’animaletto, vedrai piccolo che tra un paio di settimane il tuo Ettore tornerà come nuovo!Luca ormai tranquillo prese tra le mani il criceto e uscì dalla stanza mentre io pagavo per la visita.Il veterinario mi fece osservare che l’attaccamento del bambino x il criceto era un po’ esagerato e che dovevamo cercare di farlo distaccare un pochino si sa disse questo tipo di animali hanno una vita molto breve uno due anni al massimo al che mi feci una sonora risata, uno due anni ? ma se avevamo quel criceto da prima che nascesse Luca, ricordo perfettamente che l’avevamo acquistato per Sonia la primogenita quando ancora Luca non era stato concepito, quindi erano almeno otto anni che viveva con noi, i primi mesi in una gabbietta, poi dopo l’insistenza di Sonia lo avevamo lasciato libero di gironzolare per casa, aveva perfino imparato a fare i suoi bisogni nella lettiera come un gatto.Il veterinario mi disse che sicuramente di tanto in tanto mia moglie sostituiva il criceto con uno nuovo questo qui non aveva più di sei mesi di vita.
Tornando a casa un pensiero insistente mi martellava la testa, possibile che Lucia mi nascondesse una cosa così stupida, tra noi non c’erano mai stati segreti!! Decisi di aspettare, avrei parlato di questo con lei più tardi.Il resto del pomeriggio trascorse tranquillamente, poi a sera decisi di affrontare l’argomento con Lucia, le raccontai ciò che mi aveva detto il veterinario e lei mi guardò esterrefatta , ricordo come fosse ora il suo sguardo mentre mi diceva: “Ma davvero hai pensato che avrei potuto sostituire Ettore con un altro animale?” Probabilmente quel veterinario non ci capiva un bel niente di criceti! Dopo due soli giorni della ferita di Ettore rimaneva soltanto un’esile cicatrice, era tornato vispo e allegro come prima, saltava e giocava con Luca che era una gioia x gli occhi guardarli.A fine settimana vedevo la mia Lucia stranamente pensierosa, sapevo che voleva dirmi qualcosa, aspettava probabilmente il momento adatto per farlo, dopo quasi venti anni di matrimonio riuscivo a leggerle dentro come fosse per me un libro aperto con scritte a caratteri cubitali, e puntualmente a sera, iniziò a parlarmi del criceto, aveva cercato informazioni in internet sulla vita di questi animali e tutti i siti da lei visitati dicevano la sessa cosa : I criceti vivono al massimo due anni, iniziammo a fantasticare sulla longevità di Ettore, forse aveva dei geni particolari e magari avrebbe potuto essere qualcosa di importante per la scienza ma se avessimo detto quello che pensavamo la sorte del piccolo sarebbe stata segnata Lucia già lo vedeva in un laboratorio da esperimenti vivisezionato e studiato al microscopio e vedeva gli occhi gonfi di Luca senza il suo amico.Decidemmo di tenere per noi la storia di Ettore e magari di controllare il suo comportamento.
Passarono i giorni, forse anche dei mesi e la storia della longevità era andata un po’ nel dimenticatoio finché un giorno il comportamento di Ettore si fece stranissimo, Lucia mi chiamò in ufficio pregandomi di tornare a casa al più presto, senza darmi altre spiegazioni, entrando in casa trovai mia moglie seduta sul divano che guardava Ettore saltellare contro la libreria come un pazzo, mi disse che aveva cercato di calmarlo in ogni modo, ma non c’erano carezze ne mangime che lo facessero calmare, neppure con le arachidi di cui andava ghiotto, continuava a saltare e squittire disperatamente cercando di arrampicarsi sulla libreria.Alle 16,30 andai a prendere Luca a scuola e cercai di prepararlo dicendogli che Ettore non stava molto bene, a dire il vero pensavo fosse impazzito.Appena entrati in casa Luca capì subito cosa aveva il suo amico, si avvicinò alla libreria, prese una piantina grassa che c’era sopra e la porse al criceto, Ettore per tutta risposta diede una rosicchiatinaalla pianta e tornò subito l’animaletto di sempre gioioso e divertente, Luca ci disse che di tanto in tanto Ettore si mangiava un po’ di quella pianta che era sempre stata in un angolo del salotto e che solo qualche giorno prima Lucia aveva spostato sulla libreria.Questa cosa ci fece pensare molto, forse era la pianta il segreto di Ettore, a sera parlammo molto io e Lucia di Ettore, della pianta e delle più svariate e fantasiose ipotesi possibili e non, decidemmo di indagare su quel tipo di pianta abbastanza comune, compito che spettava a Lucia che aveva molto più tempo a disposizione e che sapeva usare internet abbastanza bene.Scoprimmo il nome della pianta……(XXXXXXXX)………… una pianta grassa molto comune, di facile riproduzione che si trovava lungo tutto il mediterraneo, e null’altro, non c’erano studi particolari su di essa, andammo persino all’orto botanico a cercare informazioni ma sembra che nessuno si sia mai preoccupato di saperne nulla di più.Non sapendo dove cercare decidemmo di controllare Ettore e scoprimmo che ogni cinque o sei giorni al massimo dava qualche morso, una quantità talmente esigua da non interferire sulla crescita spropositata della pianta infatti Lucia mi disse che almeno due volte l’anno toglieva le parti più vecchie e le buttava per non affollare troppo il vaso.Le nostre ricerche erano ad un punto morto, a dire il vero non sapevamo più che pesci prendere, non sapevamo davvero cosa fare.
Il nostro interesse fu distratto dalla malattia di Sonia, prese una bruttissima influenza che si tramutò ben presto in polmonite, fu ricoverata per diversi giorni e poi tornò a casa debilitata in un modo impressionante, aveva perso almeno sette chili, era pallida come un lenzuolo, anemica e al minimodelle forze, eravamo così preoccupati che decidemmo di mettere nel pranzo di Sonia una foglia di quella pianta, solo una foglia, di certo non le avrebbe fatto male e magari…….magari si sarebbe risolto tutto, a volte la disperazione ci induce a fare cose assurde e in quel momento non sapevamo cos’altro fare ci parve una possibilità, la cogliemmo. Nel termine di pochi giorni vedemmo nostra figlia rinascere, il suo fisico riprese alla perfezione, il suo colorito era splendido e noi… ci ritrovammo a sera a discutere su ciò che avevamo fatto, era giusto o no averla data a nostra figlia? Il criceto sembrava dipendente da essa e se fosse accaduto qualcosa a Sonia cosa avremmo fatto? Una serie interminabile di quesiti affollava la nostra mente e le nostre parole, avremmo voluto consultarci con qualcuno ma sapevamo di non poterlo fare, cosa avrebbe comportato una scoperta del genere all’umanità……mmm pensammo nulla di buono…il mondo è così immaturo avremmo potuto essere come Einstein e creare un qualcosa di mostruoso,no! dovevamo tacere e forse cercare di dimenticare il tutto.
Due mesi dopo Lucia mi chiese di farle un regalo per il suo quarantesimo compleanno, voleva poter sperimentare su se stessa la pianta, infondo mi disse c’è tanta gente che va dal chirurgoestetico per cancellare via le rughe, io potrei essere migliore solo con qualche fogliolina, discutemmo tantissimo, non volevo era una cosa troppo pericolosa ma dir no alla mia Lucia non è mai stato cosa facile, infine arrivammo ad un compromesso: Solo per un mese e non più di due foglie a settimana.Inutile dire la mia preoccupazione, il mese passò e Lucia era raggiante, splendida come non mai, vivace, allegra, e in piena forma, l’effetto della pianta era prodigioso sembrava fosse tornata indietro di almeno 10 anni, tutte le persone che incontrava notarono il cambiamento e chiedevano cosa facesse per essere così giovane e bella, i suoi seni erano tornati sodi come quando l’avevo conosciuta il suo corpo era …un fiore….La cosa continuava a preoccuparmi, trascorso il mese avevo paura che lei volesse ancora assumere qualche fogliolina ma mi stupii quando mi disse che era stato un’ errore che non avrei dovuto permetterlo, che ora sapendo i risultati avrebbe sempre avuto la tentazione di rifarlo.Quel giorno mi fece promettere che qualsiasi cosa fosse successa non avremmo mai più usato la pianta….e sottolineò qualsiasi cosa fosse successo……
Sono passati diversi anni e spesso, molto spesso abbiamo avuto la tentazione di usare un po’ del nostro miracolo, ma abbiamo sempre mantenuto la nostra promessa , anche quando ventidue anni dopo scoprimmo che Lucia era affetta da leucemia non ci fu verso di convincerla a tornare sulle nostre decisioni, mi disse semplicemente:” la natura deve seguire il suo corso, se lo facessimo ora lo rifaremmo ancora e ancora”…….sei mesi dopo Lucia si spense tra le mie braccia……..Da allora la vita per me è stata solo seguire i miei figli crescere ed allontanarsi, crearsi una famiglia loro ed avere a loro volta dei figli che stanno crescendo….Sto’ seguendo un programma televisivo che parla dei grandi progressi della scienza e ridacchio sotto i miei incolti baffi……”Se solo sapessero” ma non sono pronti e sicuramente non lo sapranno mai, dall’alto dei miei 83 anni ho capito tante cose sugli esseri umani , una è che riescono a fare di qualsiasi cosa un’ affare, una lotta, una guerra, non è il caso di consegnare un’arma così potente al mondo e per esserne sicuro ho detto a mio figlio che quando Dio mi vorrà con se vorrei sulla mia tomba questa piantina che Lucia custodiva con cura quindi alla mia morte caro Ettore non avrai più il tuo elisir di lunga vita. So che non puoi capirmi anche se col passare degli anni sei come e più di un familiare per me ma dovrà essere così per tutto c’è una fine.“Si è fatto tardi caro Ettore andiamocene a dormire”………………….