
-Faccia due etti-
-è un po di più lo lascio?-
e intanto dentro un turbine mi divora
mi sento come un foglio stracciato in cento mille pezzi
come una foglia rapita dal gelido vento
come stella coperta da nubi nere
poltiglia di carne molle che macera pian piano
conto...
e uno e due e tre e quattro
e il respiro che non esce
e la rabbia che si fa livida
e questa cosa vuole?
non vede?
non sente?
questo cuore sta morendo
-si lasci...lasci pure-
vorrei gridare
lasciare libere le mani di tremare
e cosa faccio?
la guardo mentre con carta trasparente
avvolge del prosciutto....
-buona domenica-dice
-grazie anche a lei-
mi volto e vado via



Nessun commento:
Posta un commento