giovedì, marzo 06, 2008

Una musica triste ed io

Una musica triste
nella vuota stanza
un colpo di tosse
l'ennesimo che arriva e spezza l'aria
lo sguardo oltre la finestra
oltre i grigi tasti dello scrivere di me
del nulla
lente cadono goccie di pioggia
come lacrime che vorrebbero sgorgare
e tacciono
per non sporcare l'aria
per non spezzare l'incanto
la pace che non c'è
se non al di fuori

Chiedevo l'estate
ed è arrivato gelido vento
e apatica appassita attendo invano
nuove gemme sul mio albero
e foglie morte io
quanto pesa questo silenzio
sopra la mia testa
quel silenzio che mi stringe
e mi dipinge isterica
priva di ragioni e sterile dentro
deserto la mia anima
che vorrebbe correre
e resta immobile nel tempo
a farsi sbeffeggiar dal vento

Vorrei allargar le braccia
e abbracciare me stessa
ma immobili stanno
stese lungo i fianchi
su quel gelido letto
più freddo del marmo
asettiche assenti mute
vuote come me che urlo sottovoce
x non sentirmi
vuote come un bicchiere usato
uno di quelli di carta
che si gettano via
uno di quelli macchiati
da vecchie gocce di un vecchio caffè amaro

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