Cercavo di non venir qua...di resistere
non è facile a volte.....
tu mio caro blog lo sai....
sai quanto sia difficile starti lontano
allontanarmi dai miei pensieri....
Sto ascoltando una delle mie canzoni tristi e romantiche
che tutti snobbano ma non io....
Passano i giorni e i pensieri invecchiano accidenti tra poco
anche sulla carta sarò più vecchia
come se non bastasse come mi sento.....grrrrr
oggi la giornata era splendita fuori di qui
ora fa un po' fresco il sole è andato....
e i palazzi han ripreso il loro fosco colore stinto
tipico della pelle vecchia
ma le luci filtrano dalle finestre questo mi da un po' di coraggio
nulla di più triste d'un palazzo disabitato buio e solitario
in una città piena di vita.....
stò scrivendo solo stupidaggini waooooo
che bel rientro alla grande ...tipico
ce l'ho a morte con l'inverno che si ostina a non passare
e con l'estate che si ostina a non venire
e con la primavera che è sempre troppo poca
e con l'autunno che non c'entra nulla
ma magari si offende se non lo cito
arrabbiata col tempo che quando le cose son belle
passa troppo veloce e quando non vanno
fa la corte alle lumache
e poi..... e poi ti giri un attimo e scopri che sei vecchio
e non sei mai stato giovane azz che squallore!!!!!
brrrrrrrr
cambio pagina invio.....
domenica, marzo 30, 2008
domenica, marzo 16, 2008
LA GUERRA
Molto spesso nel mio modesto vivere mi son domandata cosa possa spingere l'uomo verso la crudeltà verso la guerra ed ora mi accorgo che...basta un nonnulla per provocare astio a volte basta un gatto per scatenar la guerra perchè nel correr della vita si accumulano i dissapori e le ire represse che fermentano in noi e anche l'agnello più docile d'un tratto si fa leone e ti lancia contro l'atomica........esseri ignobili siamo...inclusa io che umana sono nata
Sapessi foglio

Sapessi bianco foglio quant'è pesante
il nero che m'opprime
sapessi penna quanto del tuo inchiostro
sgorga tutto attorno
cercare invano di pennellar di rosa
sulla lavagna del viver quotidiano
com'io corressi coi lacci alle caviglie
contraria al vento e ad occhi chiusi
Sapessi tempo quanto sia lungo
ora il tuo passare
e del silenzio quanto sia duro
l'urla da frenare
s'io mi ferissi ora
son sicura
vedrei sgorgar nero di seppia
al posto del rosso sangue
ne son piena fino all'orlo
anche le viscere son colme del mio nero
che tutto attorno e stinge
e si propaga a vista d'occhio
Sapessi cuore
quanto ti vorrei veder felice
ma della felicità ogni ricordo ho perso
e non ho forza più neppure di cercarla
nel nero del mio io
che l'anima ha corroso
Immobile è il pensiero
come nero scoglio aspetta
e il ripassar dell'onda
non placa
non frena
non aiuta
Sapessi nero come io t'odio
e m'odio al tempo stesso
perchè ti sento appiccicato addosso
perchè la forza di lavarti via non trovo
perchè il naufragar nel nero
ora appartiene al mio essere
e piango invano
di nere lacrime da troppo
troppo tempo
che non mi sembra d'aver mai fatto altro
domenica, marzo 09, 2008
Oggi totani

Che pizza i totani
già oggi devo friggere i totani
Si quelli che ti schizzano olio sulle mani e puntualmente tu cucini, ti ustioni, e gli altri in quattro e quattrotto li divorano con fare famelico...Si è vero la soddisfazione di vederli soddisfatti c'è ma dura poco poco finchè non ti dicono:
la prox volta ne fai un po' di più? mentre gli schizzi sulle mani bruciano ancora e continueranno a bruciare almeno x tutta la giornata.... è sempre così quasi in tutto...non solo con i totani...c'è un caro prezzo per tutto...anche per ciò che nn ci da gioia....
Spesso vorrei addormentarmi e risvegliarmi in un altra vita, una vita senza totani....gia mi vedo
nel mio sogno c'è sempre il mare mio elemento naturale...nel mio sogno è sempre estate ....niente complicazioni e tanto istinto da nn dover mai frenare...waooooo ma è un sogno solo un sogno e di la incucina ci sono i totani da friggere
rifletto
Di nuovo qui
dopo una piccola pausa
mi sono fatta un panino
Eeeeeeee teresa che mangia!!!!
gia anche io come i comuni mortali a volte mangio
Il fatto è che ieri ho dimenticato di cenare
ed ora il mio stomaco borbotta un po'
sfamo l'infame bestia con un succulento panino al salame
annaffiato con un calice di sana e profumata coca cola
eheheheeh
povero stomaco...sempre solo skifezze
se potesse parlare me ne direbbe tante ma così tante
da lasciare i polmoni senza fiato
A proposito di polmoni.....
reclamano la loro sigaretta
come un neonato il suo ciucciotto
mi tocca accontentarli
alcuni chiedono cosa ci si trovi nel fumare
Ho provato spesso a spiegarlo ma...
è molto difficile....
Quel qualcosa che ti scende dentro adagio adagio
solleticandoti la gola e poi i polmoni
e poi si spande x tutto il corpo
arrivando a stordire per un attimo
anche le cellule del cervello e le braccia e le gambe
certo non è per tutte le sigarette così,
in genere è con la prima del giorno che si raggiunge il top
del piacere anche perchè in genere
quando la fumi stai seduto
socchiudi gli occhi cercando di non pensare a nulla
assaporandone il gusto appieno
i quattro minuti più belli dell'intera giornata
Se si potesse limitarsi a quell'unika sigaretta quotidiana....
ma non è così il corpo ne richiede ancora e ancora
e il cercar di farne a meno fa salir l'angoscia e il malcontento
ti stringe lo stomaco e incita i cattivi pensieri
così si accende la seconda...la terza..la quarta e così via
e si diventa schiavi d'una nuvoletta puzzolente che ti avvolge
Ma al mondo siamo tutti schiavi di qualcosa
chi del fumo....
chi del mangiare...
chi del dormire...
chi del lavoro ...
della famiglia...
o del denaro
e in genere non si è schiavi solo di una cosa
ma di due, tre cose o tutte quante
io ad esempio sono schiava del pensare
più ancora del fumare
anche quando mollemente sto sdraiata
la mia pazza testa non rallenta
e fa e disfa e va dall cielo agli inferi continuamente
lo dico sempre....
son nata storta...
e non c'è tirante così forte
da render ritto il mio cammino nella vita
dovrei semplicemente accettare il fatto
come se fosse facile
o giusto o naturale
Una mano da.....una mano prende

E' arrivata anche la domenica
fuori c'è un gran silenzio
vista da qui la giornata sembra primaverile ma....
se apro le finestre arriva subito il gelo invernale
e allora? che fare?
cerco di lasciarlo fuori
serrando bene le imposte
cercando di lasciar fuori il gelo
e con esso i pensieri...
le angosce.....
e tutto ciò che mi fa star male....
se potessi lascierei fuori
anche questa brutta tosse che mi tormenta
se potessi porterei in casa
il caldo dell'estate
e lo sciabordio dell'onda
e lo scintillar del mare che fa star bene il cuore
se potessi farei milioni di cose
e invece pigio mollemente questi tasti consumati
che oramai nn danno alcun sollievo
se non quello di far scorrere il tempo
oggi andrò alla festicciola x i tre anni di mio nipote
non ho una gran voglia di uscire ne di veder gente
ne di parlottare come fanno le comari
di questa o di quell'altra stupidata
ma.....anche questa è una cosa che va fatta
Le cose che vanno fatte son sempre troppe
e quelle che vorremmo fare
e riusciamo a fare sempre troppo poche
una mano x prendere.....
una mano per dare....
la vita ha trasformato la mia mano che prende
in qualcosa di così piccolo
che a volte la cerco e nn la trovo
o forse sono io che chiedo troppo
e che merito poco o niente
punti di vista
sempre punti di vista
E' un po come nascer ricchi o nascere in bolletta
vivere a roma o in un isola dei tropici
quel che ti tocca ti pigli
e poi si parla di giustizia...
come potremmo esser giusti se il destino
non lo è con noi...
un tempo dicevo:
il mondo è bello perchè è vario....
oggi sento il peso di questa affermazione
mi vien da pensare ad un ranuncolo che osserva un orchidea
ad un maiale che guarda un purosangue
a me che osservo il mondo
solo da spettatrice inerme
e come al solito si lavora si torna a casa si lavora si torna a casa
e nel mezzo non c'è nulla o quasi
a proposito domani torno al lavoro
accc che gioia
giovedì, marzo 06, 2008
Zanzibar

Vorrei frenar queste dita ansiose che pigiano tasti
mi ero detta basta x oggi basta
ma dovrei legare possibilmente lontane dal pc
Ho visto alcune foto di Zanzibar
in una c'era un ragazzino in spiaggia
un incanto giocava con un fiore sulla bianca spiaggia
per un attimo ho sperato di chiudere gli occhi e rinascere in quel fiore
o in quella bianca e fine sabbia
oppure di rinascere negli occhi di quel semplice bimbo
di quella semplice vita fatta di poco e di tantissimo
senza senza progresso e file dal panettiere
senza sguardi ostili senza il cellulare in tasca
e la macchina sotto il sedere
una vita semlice e vera viva
ma ogniuno a ciò che si merita
magari nella prossima vita...forse...o in quella dopo...
mi sembra di sentire lo sciabordio dell'acqua
ma come al solito sbaglio.....
e fuori piove piove ancora......
Bollettino di guerra

Anche oggi fuori piove
la tosse lievita
e la fronte scotta
il letto sembra un portaspilli
ed io vegeto qui tra una partita a spider
e un post logoro e logorante
mi sento come una zucchina dimenticata in frigo da un bel po'
il mio colorito verdastro nn mi smentisce
i miei capelli il fiore che ha visto giorni migliori
la mia polpa molliccia al tatto e dolorante
com'io fossi maccata....
e dire che a me neanche piacciono le zucchine!!
Mi chiedo se tornerà l'estate
se sentirò ancora il sole scaldarmi le guance
e il cuore....
Per oggi non se ne parla l'inverno mostra la sua faccia brutta...
brutta quasi come la mia....
Guardo fuori.....
solo un attimo....
poi fuggo via
Di un posto chiamato paradiso

C'era una volta un regno...
così narra la storia
un regno dove non c'era il sogno
o meglio dove non c'era bisogno di sognare...
dove al mattino era caldo
dove non si sudava
e non si conosceva il pianto
dove tutto era perfetto
nessune deforme
nessuno avea un difetto
dove nn esisteva la parola malattia
ne quella gelosia neppure l'avarizia
ne l'ingiustizia
sopratutto nn v'era malinconia
nessuno si era mai preoccupato
non ce n'era bisogno
se un ape ti pungeva
non sentivi dolore ma un friccico di piacere
ogniuno faceva quel che il corpo e la mente gli sussurrava
non c'era pudicità
e nessuna falsità
ne polemiche ne disguidi
a volte non bisognava neppure discutere
bastava un sorriso e ogniuno capiva il suo interlocutore
ma un giorno....
arriva sempre un giorno che rovina tutto
dicevo.....
un giorno
gli abitanti di questo luogo ebbero un sussulto
tutti assieme nel medesimo momento
iniziarono a lacrimare.....
non avendo mai visto una lacrima si preoccuparono...
ma nn erano mai stati preoccupati....
e questo li indispettì
cominciarono a dubitare
ad essere tristi
ad essere così si così come siamo noi....
così finì il sogno
e gli abitanti di quel luogo iniziarono a sognare.....
Bene oggi............
sono riuscita a rovinare anche il paradiso

Di nuovo qui....stupidamente pigramente qui
a gettar molliche per ritrovarmi
ho molto in comune con pollicino
si oltre ai due pollici...intendevo
molto anche col gatto con gli stivali....
gli stivali ovviamente...
forastica ovviamente....
stupida....
no il gatto nn era stupido ma arguto
va bhe io si....stupida...
e sta bene così...
così mi imparo...
è ciò che merito....
si infondo è nulla di più di ciò che merito
di ritrovarmi in uno spazio vuoto
dove nessuno può trovarmi...
a stento riuscirei a trovarmi io...
se nn mi fossi messa nei preferiti
preferiti da chi poi....
bhe a volte preferisco star qui a menar stupidate
pur di non vedere ciò che ho innanzi.....
le cacche giganti già.....come quello che scrivo
e dire che una volta mi piaceva ciò che scrivevo
forse mi piacevo un po' di più...
eppure non me ne sono mai accorta
no credo di non essermi mai piaciuta
ma ora meno ...ora disprezzo questo carattere
da cacca gigante
questo mio rimuginar il metter le dita sulla piaga
questo modo di isolarmi che non fa altro che farmi male
e purtoppo nn fa male solo a me
vorrei poter cambiare ma nn posso
non ne sono capace
sono autolesionista per nascita credo
quindi......irrimediabile
come per le sigarette
artefice del mio star male
ora poi che non sto bene
questo mio mal di gola mi sembra
un po' come una giusta punizione
meritata
quasi un sollievo
accidenti se solo riuscissi a stare un po zitta
a smettere di urlare dentro
e a disegnare qui le mie urla
sotto forma di parole.....
mha penso sia inutile
se anche nn scrivo e cerco di sorridere
le urla dentro nn smettono e poi esplodono
vorrei potermi svuotare di tutto
fare un po' come quell'elefante.......
tirar fuori tutto....
tutto cio che di marcio c'è in me
Cacche giganti
Una musica triste ed io
Una musica triste
nella vuota stanza
un colpo di tosse
l'ennesimo che arriva e spezza l'aria
lo sguardo oltre la finestra
oltre i grigi tasti dello scrivere di me
del nulla
lente cadono goccie di pioggia
come lacrime che vorrebbero sgorgare
e tacciono
per non sporcare l'aria
per non spezzare l'incanto
la pace che non c'è
se non al di fuori
Chiedevo l'estate
ed è arrivato gelido vento
e apatica appassita attendo invano
nuove gemme sul mio albero
e foglie morte io
quanto pesa questo silenzio
sopra la mia testa
quel silenzio che mi stringe
e mi dipinge isterica
priva di ragioni e sterile dentro
deserto la mia anima
che vorrebbe correre
e resta immobile nel tempo
a farsi sbeffeggiar dal vento
Vorrei allargar le braccia
e abbracciare me stessa
ma immobili stanno
stese lungo i fianchi
su quel gelido letto
più freddo del marmo
asettiche assenti mute
vuote come me che urlo sottovoce
x non sentirmi
vuote come un bicchiere usato
uno di quelli di carta
che si gettano via
uno di quelli macchiati
da vecchie gocce di un vecchio caffè amaro
nella vuota stanza
un colpo di tosse
l'ennesimo che arriva e spezza l'aria
lo sguardo oltre la finestra
oltre i grigi tasti dello scrivere di me
del nulla
lente cadono goccie di pioggia
come lacrime che vorrebbero sgorgare
e tacciono
per non sporcare l'aria
per non spezzare l'incanto
la pace che non c'è
se non al di fuori
Chiedevo l'estate
ed è arrivato gelido vento
e apatica appassita attendo invano
nuove gemme sul mio albero
e foglie morte io
quanto pesa questo silenzio
sopra la mia testa
quel silenzio che mi stringe
e mi dipinge isterica
priva di ragioni e sterile dentro
deserto la mia anima
che vorrebbe correre
e resta immobile nel tempo
a farsi sbeffeggiar dal vento
Vorrei allargar le braccia
e abbracciare me stessa
ma immobili stanno
stese lungo i fianchi
su quel gelido letto
più freddo del marmo
asettiche assenti mute
vuote come me che urlo sottovoce
x non sentirmi
vuote come un bicchiere usato
uno di quelli di carta
che si gettano via
uno di quelli macchiati
da vecchie gocce di un vecchio caffè amaro
domenica, marzo 02, 2008
fuori
Cala lenta la sera
gia il cielo si tinge dei colori notturni
e fuori il silenzio è più intenso che in me
di tanto in tanto una voce spezza l'aria
voci che lentamente si perdono e svaniscono
voci straniere come straniero è ora quel rosa
che il cielo tinge
tra non molto muterà nel nero....
nero intenso della notte
che arriva in punta di piedi
e di tutto si impadronisce lentamente
prepotentemente
scuriscono le facciate dei palazzi
e le luci si accendono a dozzine
segno della vita che continua
al riparo tra le mura
io resto fuori
almeno con la mente......
320
Post andato nel cestino.....
capita ogni tanto....fa nulla non era niente di che
320 post in quasi due anni
acc.... quasi uno ogni due giorni mika male e tutti per me....tutte particelle del mio pensiero e della mia anima che galleggiano su queste pagine che non ingialliscono.....
Sono stata un po' fuori al balcone a controllare le mie piantine che crescono e fioriscono
tra loro il piccolo albero stà d'incanto nostante tutto, nonostante me....è pieno di verdi foglie rigogliose, ho quasi paura a toccarlo come se potessi in qualche modo dannegiare ciò che la natura ha fatto di lui uno splendido albero in miniatura che anche nel duro inverno lotta e vince.....
Non mi somiglia a fatto anche se per me è una mia creatura un po' come queste pagine.......
capita ogni tanto....fa nulla non era niente di che
320 post in quasi due anni
acc.... quasi uno ogni due giorni mika male e tutti per me....tutte particelle del mio pensiero e della mia anima che galleggiano su queste pagine che non ingialliscono.....
Sono stata un po' fuori al balcone a controllare le mie piantine che crescono e fioriscono
tra loro il piccolo albero stà d'incanto nostante tutto, nonostante me....è pieno di verdi foglie rigogliose, ho quasi paura a toccarlo come se potessi in qualche modo dannegiare ciò che la natura ha fatto di lui uno splendido albero in miniatura che anche nel duro inverno lotta e vince.....
Non mi somiglia a fatto anche se per me è una mia creatura un po' come queste pagine.......
sabato, marzo 01, 2008

C'erano giorni in cui scrivevo poesie e racconti
non erano un gran che ma mi davano piccole soddisfazioni
erano un qualcosa di nuovo che nasceva dai miei pensieri
ma è molto tempo ormai che delle poesie non v'è più traccia
ne di racconti ne altra cosa
la mia penna ha finito l'inchiostro magico
ora narra solo di grigie sensazioni
i miei libri del pensiero son pieni di polvere
ci vorrebbe mastro lindo che tutto cancella tutto netta
sabato sera

E' fuggito via anche il sabato
oltre le finestre il buio
semi deserta è già la via
guardo fuori e torna malinconia
sto perdendo i pezzi
margherita che guarda cadere i suoi esili petali
avrai i miei stessi pensieri?
temi la notte?
e i giorni?
aspetti l'attimo che non arriva mai?
dormire....
morire ad occhi aperti......
sto sfogliando il diario dei giorni passati
pagine veloci fuggite che non tornano
brucia l'attesa
come quando in metro accanto alla porta
senti spingere e spingere ancora e quella porta che non si apre mai
e i pensieri vanno e vengono come i vagoni che ti sfrecciano innanzi
un altro giorno è andato
perso l'ennesimo treno
e dire che da anni viaggio in moto
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