La giornata malgrado tutto è già quasi finita il riverbero del sole si fa sempre più timido dopo il gran piovere pare ci saluti per la notte come la mano di un bimbo che allontanandosi si fa sempre più piccina fino a perdere i contorni e le dita e alla fine l'intera figura ......così muore il giorno salutando con un timido ciao dal roseo colore che tinge l'angoletto di cielo riservato ai poveri cittadini ...uno spicchio di cielo tra i palazzi questo è il nostro tesoro...uno spicchio di cielo....
nulla di più d'uno spicchio...Accontentarsi...già accontentarsi...e quando non basta? quando non basta il giorno? quando non basta vivere? quando si vorrebbe di più? l'accontentarsi diviene troppo poco quasi nullo...quasi un tormento e la poca luce concessa sparisce dietro l'angolo di quel palazzo che ci toglie la visuale e ormai lo sappiamo e ormai non guardiamo più perdendo il tramonto e l'alba e i colori del vivere...quattro mura tre televisori due pc e la tastiera su cui volare ditata dopo ditata e ......e sognare dietro musiche che parlano d'amori d'altri mentre il giorno muore dietro un angolo con la voglia di addormentarsi e di svegliarsi infine con una spazzola che cancelli i palazzi e le mura e la pioggia e tutto ciò che è scomodo e ostacola il nostro vivere sognando....il mare...il caldo e i girasoli tutto l'anno e.....e si fa buio ....gia sono quasi le cinque e si fa già buio
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