domenica, giugno 24, 2007

Domenica

Un altra domenica è andata...
oggi niente mare..
un po' perchè siamo ancora disastrati dai postuni del troppo sole della passata domenica un po' perchè la stanchezza accumulata era veramente troppa.....è veramente troppa..
Qualcuno mi fa notare che sono stanca di natura...ed è un po' vero specie negli ultimi anni...l'età che avanza influisce non poco e a completare il tutto..... il lavoro .....troppo pesante per un fruscello come me...Ma non mollo anche se a volte mi prende un po' di sconforto, so di fare tutto il possibile e a volte anche troppo i miei miseri cinque euro l'ora me li straguadagno ne sono più che certa ed ogni tanto arriva qualche accenno di soddisfazione morale se non materiale....già chiederei un po' troppo no?
Il caldo di questi giorni allieta l'anima e mortifica un po' il corpo che annaspa ...a volte mi sento un po come i miei fiori che in certi momenti sono vispi e frizzanti ma quando il sole picchia di brutto s'inchinano stremati lesinando l'acqua.
Dopo l'ennesima giornata d'afa stò un po' giu giu ma ogni tanto arriva un soffio di vento che fa impazzire le mie girandole colorate e mi dona un residuo d'energia...
fa ancora troppo caldo in questa casa così piccola ..le mura trasudano calore e pensare di riuscire a dormire subito è pura follia...mentre stò scrivendo le finestre sono spalancate e dai palazzi vicini rubo un po' di vita quotidiana,,,magari anche gli altri faranno lo stesso con noi....gli schiamazzi dei ragazzi spesso attirano l'attenzione dei vicini ,,sprizzano energia da ogni poro...spesso li invidio e ancor più spesso gli tapperei la bocca......chiudo un po' mi metterò ad osservare le briciole di vita che scorrono dal terrazzo mentre aspetto un po' di fresco e un po di sonno
notte blog

leggera brezza

Leggera brezza
che arrivi furtiva
resta un attimo
ti prego
resta a donare un soffio
che allieti le stanche membra
colora la sera
coi tuoi profumi di fresco
leggera brezza
ti stò chiamando senti?
suvvia sii gentile amica cara
la sera sta arrivando e tu...
mi manchi
conforto d'un giorno caldo e afoso
d'un giorno che pare eterno
ma infine è andato
saluta la luna che osserva da lontano
e le stelle
amiche lontane e lucenti
leggera brezza
accogli il mio sospiro
e donami l'ambito respiro

domenica, giugno 10, 2007

che sia

Dovrei essere indaffarata tra le pulizie il cucinare, il fare e rifare per la milionesima volta le cose che van fatte e invece?......e invece me ne sto qui mollemente appigliata ad un filo che pende, ad un sorriso che non c'è ad un'idea-pensiero....sbadiglio.....
dalle mie mani escono poche parole come dal cappello di un vecchio prestigiatore che contiene due vecchi conigli spennacchiati che sia la mia testa un po' vuota? o che il sole e il caldo da mare interferiscano un po'....che sia la voglia di non esser qui troppo insistente...o l'immagine di una spiaggia colma di un mare argenteo troppo invitante? che sia troppa fantasia ...o forse troppo poca a frenar le dita che di solito leste paiono arrugginir ogni istante un po...che sia x noia...che sia per pigrizia...che sia per malinconia...che sia
la mia sedia da scrivania ne risente un po' del dondolio che le impongo nel zappar via pensieri da questa testa assente che sia... che sia forse il caso di mettersi a dormire ? ma il sonno che neppure la notte m'assiste, m'asseconda ...con questa calda giornata non mi accoglierebbe...che sia il sentirsi come un cane abbandonato in autostrada senza neppure un tomtom a fargli da guida...che sia questo soffio fresco che arriva di tanto in tanto dalle imposte aperte a dirmi ...dai....la vita è bella....che sia che questo soffio arriva così di rado...che sia l'esigenza....che sia la consapevolezza del non essere...che sia....che sia il sentir le spalle curve mentre i tasti scorrono...la voglia di un bagno rinverdente....che sia magia....o stasi....
che sia

mercoledì, giugno 06, 2007

tolgo....provo a togliere

Tolgo bacche da una siepe
che ne sputa a milioni
più ne tolgo
più ne sputa
vecchia siepe
che non può morire

ho ingoiato il mio veleno
aspettando che sfiorisse
ma dall'acino d'un chicco d'uva
s'è svegliato l'inverno
e non riesco a mandarlo via

non v'è parola
non v'è poesia
che possa donare all'alba
un po' di cortesia

e.......

E gli occhi divennero ciechi
e le orecchie si fecero sorde
e la parola muta
e il vivere?........
lento.......
inesorabile.....
spento......

Pesci morti

Su questo giallo fiume
galleggian pesci morti
e del fetor dell'aria
non odo tocchi
nè rintocchi
stagnante è l'acqua
nè fresca nè matura
giammai tenersi a galla
fu una fatica oltrenatura

fuori

Fuori......
ancora luci accese
s'addormenta il di
e aspetta .....
e d'aspettar n'è colmo questo cesto
frena le mani che picchiano sui tasti
frena il pensier ch'è lesto
accompagna la luna nel suo girovagar in cielo
frena la lingua e mordi quelle stolte labbra
Fuori...
ancora luci accese...
e a mille e a mille
camminan leste le odiate pecorelle

mai

Mai fu lacrima muta
o mal celata
ne silenziosa
ne sola

tempo

Passa il tempo
e ogni giorno finisce stanco
in un letto senza lenzuola
in un dormir non vero

Come candela

E' tremula la fioca luce
e del pensiero è colma la candela
scivolano copiose gocce
che lentamente ne consumano l'anima

La tortorella

La tortorella or sola
controlla il dì nascente
dal tetto d'un lampione
e guarda
e tace
D'un di l'amor perduto
sul nero del selciato
le ha tolto ogni tubare
e agli occhi ha occluso il sole
e compassione sia
per un cuor trafitto
da chi del cuore rende
brandelli e catene

domenica, giugno 03, 2007

un filo d'argento


Un filo d'argento

il primo

non l'ultimo

segno del tempo

che frena l'ali all'anima

che fa tremar le mani

e vestirò i miei giorni

tessendoli coi fili d'argento

ne intreccero a dozzine

coi colori dell'alba

e del mare in tempesta

coi tepori d'un sol di primavera

con lo schiuder d'un boccio

col rosso d'un novello vino

e il verde d'un campo d'erba medica

ne intreccerò a milioni

ne faro vesti colme d'amore

e di meste sensazioni

il mio primo filo d'argento

non l'ultimo

la firma del tempo

Porto con me


Porto con me

la malattia dell'essere

quella che un giorno

m'ha donato mia madre

regalandomi la luce


Porto con me

la ferita del temere

quella che m'accompagna

ad ogni passo

ad ogni battito di cuore


Porto con me

la gioia d'un fiore

quella che fa brillare i miei occhi

ogni volta che mi sorprendo d'un colore

Perle d'acqua


Piccole perle d'acqua

appese su di un filo

orfano dei suoi panni

......nudo....

Aspettano inermi

un soffio leggero di vento

che le colga

come steli di fiori

e le porti

alla terra che aspetta

.....mesta.....